ROSACEAE

FAMIGLIA: ROSACEAE
Nome scientifico: Prunus spinosa L.
Nome italiano: Prugnolo

Nome sardo: Isprunazza (Orgosolo); Promuzza (Bitti); Prugnola (Tempio); Prunasca (Oliena); Prunezza (Anela, Oschiri, Ozieri); Prunica (Burcei); Pruniskedda (Baunei, Bitti, Busachi, Dorgali, Milis, Orani); Prunizza (Berchidda, Bolotana, Bono, Orani, Padria).

Arbusto  a foglie caduche, alto 1-4 m, ramificato fin dalla base, ha rami contorti, intricati e spinosi. Le foglie, alterne, a lamina ovale-lanceolata hanno margine finemente dentato glandulare. Da giovani si presentano arrotolate e ricoperte da una lunga peluria. Fiorisce tra febbraio e maggio, a seconda dell’altitudine. I fiori, bianchi con 5 petali, solitari o in gruppo, sono disposti in tutta la lunghezza del ramo e la loro comparsa precede l’emissione delle foglie. Per la particolare e vistosa fioritura può erroneamente essere confusa con il biancospino. Il frutto è una drupa (1-1,5 cm) nero-bluastra, subglobosa, commestibile, ricoperta da una patina chiara detta pruina. La maturazione avviene in autunno, anche se il sapore acre e astringente diviene dolciastro e appetibile dopo le prime gelate. Vegeta su qualunque tipo di terreno, anche il più arido e sassoso, in terreni profondi ricchi di humus con un’esposizione arieggiata, soleggiata o di penombra. E’ presente ai margini dei boschi, nei fontanili e lungo i corsi d’acqua, dove raggiunge dimensioni più grandi. Spesso forma siepi impenetrabili. E’ un rifugio ideale per gli uccelli che scelgono di nidificare tra i rami. Alcune sue parti venivano sfruttate in antichità: le foglie come surrogato del tè, la corteccia per le proprietà tintorie e concianti, i frutti per colorare il vino, i fiori in infusione come diuretico e lassativo.

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