MORACEAE

FAMIGLIA: MORACEAE
Nome scientifico: Ficus carica L.
Nome italiano: Fico selvatico o Caprifico

Nome sardo: Aprui’u (Orgosolo); Krabu figu (Berchidda, Bolotana, Sassari); Krabu vigu (Anela, Bono, Ittiri, Ozieri, Padria); Krapuicu (Orani); Figa (Alghero); Ficu arestu (Tempio); Figu krapa (Villasalto); Figu krapina (Burcei); I’u ‘e sartu (Oliena); Figu apru, Figu de Krabas, Krabioni. Ficu, Figa, Figu, Icu.

Piccolo  albero caducifoglio, spesso a forma arbustiva che nella forma selvatica può raggiungere 3-5 m di altezza. Dotato di numerose ramificazioni ad andamento irregolare, ha chioma ampia ed espansa e corteccia liscia e grigia. Le foglie, ruvide, sono alterne, intere o spesso formate da 3-5 lobi. I fiori sono contenuti all’interno di un involucro carnoso detto siconio e si sviluppano contemporaneamente all’emissione delle foglie. Nel Fico selvatico sono presenti sia fiori maschili, che femminili, i primi sono situati in prossimità dell’apertura del siconio, mentre i secondi occupano le pareti e il fondo. L’impollinazione avviene per via di un insetto pronubo, una piccola vespa, la Blastophaga psenes che depone le uova all’interno dei siconi. Nelle varietà coltivate sono presenti solo fiori maschili infatti, un tempo, si usava porre alcune fruttescenze di caprifico sul fico coltivato per favorirne l’impollinazione. Le infruttescenze (siconi) hanno un nome diverso a seconda del periodo di maturazione: fioroni in primavera, forniti in estate e cratiri in autunno. I frutti, in quanto stopposi e asciutti, non sono commestibili. Predilige di preferenza le zone costiere anche se è presente fino a 800-900 m di altitudine. E’ presente nelle pendici aride e soleggiate, tra le spaccature delle rocce e nei vecchi muri. Il lattice che fuoriesce da ogni parte è altamente irritante è in passato era impiegato nella cura dei porri e delle verruche. Oggi è coltivato solo a scopo alimentare per la squisitezza dei frutti ricchi di sostanze zuccherine e azotate.

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