FAGACEAE

FAMIGLIA: FAGACEAE
Nome scientifico: Quercus pubescens Willd
Nome italiano: Roverella

Nome sardo: Arroele (Arzana); Arroili (Gadoni); Arroli (Burcei, Villasalto); Kelku (Berchidda, Oschiri, Padria, Tempio); Kelkul (Alghero); Kerku (Bitti, Bolatana, Oliena, Orani); Ker’u (Gavoi, Ollollai); Krekku (Busachi, Oristano, Samugheo, Santolussurgiu, Tonara); Kre’u (Olzai, Ovodda); ‘El’u (Orgosolo); Orroele (Aritzo, Baunei, Desulo); Orroali (Triei); Orrori (Laconi); Orroli (Camp.).

Specie  caducifoglia alta fino a 20 m con chioma ampia ed emisferica negli individui adulti. Il fusto, tozzo e molto ramificato, è fessurato in piccoli tasselli. Ha foglie variabili a margine sinuoso-lobato con 4-7 paia di lobi; la pagina superiore è di colore verde scuro mentre quella inferiore è ricoperta da una pelosità biancastra (da cui il termine “pubescens”). Fiorisce in primavera in concomitanza all’emissione delle nuove foglie. I fiori, unisessuali, sono portati separati sulla stessa pianta; quelli maschili sono riuniti in amenti giallastri penduli, quelli femminili singoli o a gruppi sono situati all’ascella fogliare. Il frutto, denominato ghianda, ha forma ovoidea, allungata, ricoperta per metà dalla cupola, la maturazione avviene in autunno. E’ una specie eliofila e moderatamente termofila che vegeta preferibilmente dai 500 ai 1500 m di quota in quasi tutti i terreni, soprattutto se di origine silicica; pertanto forma boschi radi con sottobosco ricco di specie erbacee pabulari (vocazione naturale al pascolo arborato). La roverella ha una grande capacità pollonifera perciò si presta bene ad essere ceduata. Per la facile e veloce capacità germinativa la sua riproduzione avviene per semina diretta. Forma boschi anche piuttosto estesi sfruttati spesso dall’uomo per l’alimentazione del bestiame, vista l’abbondanza di ghiande prodotte nel periodo autunnale-invernale. L’importanza del legno è nota fin dall’antichità quando i Romani ne facevano la materia prima per la costruzione di navi ponti e fortificazioni. Il legno duro e tenace veniva utilizzato in Sardegna per travature, solai, architravi, e fino ad oggi, visto il suo alto potere combustivo, è commercializzato come legna da ardere.

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