SIRIS

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IL PAESE
Senza dubbio la sua Giara non ha la stessa fama né la stessa estensione di quella di Gesturi, ma ne ha pur sempre la forma e la struttura: è la piccola Giara di Siris, uno dei comuni pedemontani del Monte Arci. Siris si lega a tanti altri paesi del Parco del Monte Arci anche per un aspetto particolare e leggendario legato alla configurazione naturale di questi luoghi dove gli ammassi naturali di roccioni addossati l’uno all’altro hanno sollecitato, fin dalla preistoria, la fantasia e il sentimento magico-religiosi. Si tratta di una leggenda che parla di pietrificazione e che trova le sue varianti nei vari paesi del Monte Arci: tra queste vi è anche quella di Siris dove pare essere presente, nelle sue campagne, un macigno di basalto con una grande fenditura centrale, chiamata “sa pedra sparrada” che qualche anziano del paese chiama “su procu de Luxia Arrabiosa”, ricollegandosi alla leggenda ben più famosa della donna (Lucia, appunto) che rimase pietrificata a causa della sua avarizia.

IL TERRITORIO La parte del Monte Arci che viene occupata dal territorio di Siris si estende fino alle rupi di Su Colombariu ed è costituita in prevalenza da rocce di natura ignimbritica dall’inconfondibile morfologia che consiste nella presenza di pareti a picco con innumerevoli grotte: tra queste di particolare suggestione è la grotta di Riu Bingias, nei pressi della quale sorge l’omonima sorgente dalle rinomate acque curative. Notevole è anche il bosco di lecci misto a roverelle e sughere che si alternano ad un paesaggio con macchia mediterranea a lentisco, mirto, fillirea, cisto e corbezzolo.

L’ARCHEOLOGIA Di particolare interesse sono le testimonianze archeologiche di età nuragica costituite da una densità elevatissima di nuraghi: quasi uno per ogni km quadrato di territorio. Tra le attestazioni più interessanti di tutta l’area del Parco del Monte Arci, ad una quota di 440 metri, quasi a voler dominare sull’abitato sottostante, si innalza il nuraghe Inus, circondato nel suo corpo centrale da un poderoso antemurale e da alcune capanne che attestano l’esistenza dell’annesso villaggio. La presenza di popolazioni di età nuragica è confermata anche da altri nuraghi situati nei dintorni del paese, quali Pranu Forru, Su Sensu e Porcilis. Nei pressi di quest’ultima poderosa torre nuragica, oltre alla solita presenza di ossidiana, che è sicuramente l’elemento dominante in tutto il territorio che si estende tra il Monte Arci, l’Arborea e il Monte Grighine, emergono anche resti di epoca romana con monumenti funerari, ceramiche e monete: queste tracce, così come quelle più antiche di età neolitica, costituiscono la testimonianza più concreta della frequentazione umana in tempi così remoti.

LA STORIA Dopo l’età preistorica e successivamente quella romana, Siris nel Medioevo appartenne al Giudicato d’Arborea sotto l’amministrazione della Curatoria della Marmilla. In seguito entrò a far parte della diocesi di Ales, mentre il paese era sotto la signoria dei marchesi di Quirra e quindi dei Centelles e degli Osorio. In epoche ben più recenti, dal 1928 al 1962, Siris era aggregato alla vicina Masullas per poi diventare comune a sé.

L’ARCHITETTURA E L’ ARTE Dal punto di vista artistico, segnaliamo nella periferia del centro abitato la chiesetta dedicata a S. Vincenzo Martire, risalente al XIII-XIV secolo, ristrutturata di recente e attorno alla quale sono stati rinvenuti diversi resti di epoca romana. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Sebastiano è stata invece costruita in tempi recenti, esattamente nel 1958 e presenta una pianta a croce latina data dall’innesto di due piccole cappelle laterali, con un presbiterio quadrangolare. All’interno della chiesa sono custoditi elementi di grande interesse storico come le due statue lignee del XVII secolo dedicate a S. Vincenzo e a S. Antonio da Padova e diversi argenti di buona fattura, alcuni dei quali risalenti al Cinquecento.

IL CENTRO STORICO Tra le particolarità del centro di Siris possiamo segnalare l’edificio che ospita il municipio: si tratta di una palazzina in stile neoclassico, immersa nel verde di un imponente prato.

I PRODOTTI TIPICI L’attività agricola e silvo-pastorale contraddistingue l’economia di questo piccolo centro del Parco del Monte Arci e a queste attività si legano tutti i prodotti tipici che si è in grado di ottenere: cereali, legumi, carni ottenute dagli animali che pascolano nei campi e poderi caratterizzati da un ambiente ancora incontaminato che circonda il centro abitato.

LA GASTRONOMIA La tradizione gastronomica di Siris non si discosta da quella degli altri paesi appartenenti all’area del Parco del Monte Arci e si basa quindi su una serie di piatti che vengono preparati con ingredienti che provengono dall’attività agricola e silvo-pastorale. Dunque pane e pasta fatti in casa, con l’utilizzo della farina di grano; tra i piatti di pasta ricordiamo i malloreddus e la fregua conditi solitamente con sugo di pomodoro. Altri piatti vedono l’utilizzo di legumi e verdure. L’arrosto di agnello, maialetto e capretto sono invece da segnalare per i piatti di carne.

FESTE E SAGRE Tra i festeggiamenti che ricorrono nel corso dell’anno a Siris, ricordiamo la festa in onore di S. Sebastiano che si svolge il 19 e il 20 gennaio. Ben più sentita e ricca di importanti appuntamenti e celebrazioni sia religiose che civili, è la festa di S. Vincenzo martire che ha luogo il 1° settembre di ogni anno.

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