PALMAS ARBOREA

palmas
IL PAESE
Il curioso nome di Palmas Arborea si legherebbe alla presenza cospicua, in tempi remoti, di numerose palme nella zona, favorite dall’umidità del terreno e della temperatura mite in quasi tutto l’anno. Ovviamente non si deve pensare ai palmizi alti e svettanti, ma alle palme nane che, secondo un’antica tradizione artigianale sarda, venivano impiegate in diversi lavori d’intreccio. A Palmas Arborea appartiene la frazione di Tiria, dove le abitazioni sono immerse nella natura verdeggiante che si trova lungo le pendici del Monte Arci.

IL TERRITORIO Il paese sorge in un territorio pianeggiante a sinistra del fiume Tirso, dominato dal massiccio del Monte Arci che lo cinge ad est e dallo stagno di Santa Giusta ad ovest. Confina con il vicinissimo Santa Giusta e il suo territorio si estende dalle sponde dello stagno di Pauli Majori sino ai rilievi montani di S’Acqua Bella, nel Monte Arci. A breve distanza dal centro abitato, oltre al Monte Arci, si trova il bosco di Bae Suergiu. Il paese di Palmas Arborea divide con l’attigua Santa Giusta la proprietà dell’importante stagno di Pauli Majori, oasi faunistica di un’ottantina di ettari, circondato da circa 160 ettari di canneti, dove trovano il loro habitat naturale specie protette quali il pollo sultano e il germano reale. Altre interessanti aree boschive si trovano nelle località di Riu Mottu, di Is Cantareddus, di Mont’e Moba, senza dimenticare altre particolarità di interesse naturalistico quali la lecceta e la sorgente di Sa Mitz’e sa Figu e quella di Sa Figu Era.

L’ARCHEOLOGIA La presenza umana nel territorio di Palmas Arborea è attestata sin dal periodo del Neolitico recente. Subito dopo ci fu l’insediamento di popolazioni nuragiche, come testimoniano le tracce di nuraghi e di villaggi sparsi in tutto il territorio: nella località di Perda Bogada è stato rinvenuto il basamento di un nuraghe e altre rovine del villaggio annesso. Altri nuraghi erano presenti nel territorio, anche se le loro tracce sono di difficile lettura a causa del riutilizzo del materiale litico impiegato, in epoche successive, per la costruzione di abitazioni da parte degli abitanti del paese. Dopo l’insediamento nuragico, ci fu la colonizzazione dei Punici e in seguito quella romana: Palmas, probabilmente, aveva la funzione di villaggio di sosta o di posto di guardia prima della città di Othoca, l’odierna Santa Giusta; di estremo interesse, anche a supporto di questa tesi, è il ritrovamento nei pressi della chiesa di S. Antioco, di un cippo funerario romano. Inoltre, nella zona di Mitzienas, passava la strada romana, ancora oggi visibile in alcuni suoi tratti. Questa strada transitava sul cosiddetto “Ponte Vecchio”, anch’esso di origine romana che consisteva di due arcate in mattoni e basamento in pietra.

LA STORIA Dopo l’epoca romana, nel Medioevo, Palmas appartenne al Giudicato d’Arborea ed era amministrato dalla Curatoria di Simaxis prima, e dal Marchesato di Oristano poi. In età giudicale, il nome di Palmas ricorre più volte nel trattato di pace del 1388 tra Eleonora d’Arborea ed il re di Aragona, con i tre nomi che identificavano i tre rioni separati, ovvero Palmas, Palmas de Ponte e Palmas Majore. Successivamente fu dato alla casata dei Nurra che tennero il paese fino al 1839.

IL CENTRO STORICO Palmas Arborea si caratterizza, soprattutto nella parte più antica, per la presenza di case basse, alcune delle quali costruite in “ladiri”, ossia gli antichi mattoni crudi. Il resto del centro abitato, più moderno, presenta graziose villette che danno al paese un’immagine elegante ed ordinata.

I PRODOTTI TIPICI La riscoperta di antiche attività tradizionali legate all’artigianato permettono anche a Palmas Arborea di possedere una serie di prodotti tipici: ricordiamo le produzioni di elaborati ricami “a teba segada” o a “trama tirada” con cui si confeziona a mano l’antica camicia sarda. Anche l’arte della cestineria che si lega allo sfruttamento delle risorse locali quali l’asfodelo e il giunco costituisce una risorsa importante per il paese.

LA GASTRONOMIA “Pai fattu in domu” (pane fatto in casa), elemento da sempre insostituibile nell’alimentazione tipica dei sardi, “casiggiou” (formaggio) e un buon vino rosso corposo sono gli elementi tipici della gastronomia del paese. Accanto ad essi troviamo i piatti tipici sardi quali i malloreddus, l’agnello e il maialetto arrosto, che si trovano un po’ in tutti i paesi. Una curiosità si lega al vino rosso prodotto a Palmas Arborea: come racconta Vittorio Angius, frate e scrittore di Cagliari, a causa della pessima qualità dell’acqua del territorio il buon vino rosso costituiva l’unico elemento col quale dissetarsi.

IL CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE DI “PAULI MAJORI” Dopo il Centro di Educazione Ambientale che sorge proprio nel cuore del Monte Arci, a Morgongiori, questo di “Pauli Majori” che prende il nome dalla presenza dell’importante stagno, è il secondo che il Parco del Monte Arci annovera all’interno dei suoi confini. Si tratta di un centro, gestito dal WWF Italia, dotato di un’aula multimediale e di una scientifica, che propone diverse iniziative tra cui visite guidate, attività di documentazione per il pubblico mediante una biblioteca tematica, ricerche naturalistiche e cicli di conferenze per la conoscenza delle specie vegetali mediterranee, con particolare riferimento a quelle presenti nell’Oristanese e il rapporto degli animali con questi specifici ambienti.

FESTE E SAGRE La festa principale di Palmas Arborea è dedicata a S. Antioco martire che è anche il patrono del paese; si svolge quindici giorni dopo la Pasqua ed è particolarmente sentita dai palmaresi. In occasione dei festeggiamenti, gli abitanti del paese preparano un grande falò, “su foghilloi” che viene acceso alla vigilia della festa. Un altro appuntamento è la processione con i carri di legna addobbati a festa. In passato, in occasione di questa festività, si svolgeva un’antica gara equestre detta “Su Pannu” che vedeva i cavalieri esibirsi in spericolate acrobazie. Questa manifestazione rivive ancora oggi con la tradizione delle cosiddette “Pariglie palmaresi”, dove esperti cavalieri sfoggiano la loro maestria in audaci e spettacolari esibizioni equestri. I festeggiamenti in onore di S. Antioco si rinnovano anche durante il periodo estivo, mentre il 7 agosto, nella piccola frazione di Tiria, si festeggia la Madonna delle Grazie.

Show Comments