MYRTACEAE

FAMIGLIA: MYRTACEAE
Nome scientifico: Myrtus communis L.
Nome italiano: Mirto

Nome sardo: Mulsta (Ittireddu); Multa (Berchidda, Ittiri, Oschiri, Padria, Pattada, Sassari, Tempio, Alghero); Murta (Bitti, Bolotana, Fluminimaggiore, Oliena, Orani, Orgosolo, Quartu); Murtin (Carloforte); Murtizzu (Bono); Muta (Burcei, Villacidro).

Arbusto sempreverde o piccolo albero alto 3-4 m. Ha portamento cespuglioso, molto ramificato fin dalla base. Le foglie sono opposte, a margine intero, ovali-lanceolate, glabre. contenenti numerose ghiandole aromatiche. I fiori, particolarmente profumati e molto ricercati dalle api, sono formati da cinque petali bianchi e da numerosissimi stami gialli. I frutti, carnosi, sono costituiti da bacche nero-violaceo, ovoidali, contenenti all’interno semi bianchi. La disseminazione è affidata agli uccelli che vanno ghiotti dei frutti. Fiorisce tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate e fruttifica tra ottobre e novembre. Cresce in zone con clima caldo e predilige ambienti umidi: torrenti, acquitrini di ristagno, sottobosco, … cercando riparo dai forti venti in stazioni soleggiate. E’ spontaneo, oltre che nel bacino Mediterraneo, anche nell’Asia occidentale. Considerata, nell’antichità classica, pianta sacra a Venere, fu simbolo di pacificazione tra Romani e Sabini. Simbolo dell’amore, da esso ebbe origine Adone. Nell’antica Roma fu la prima pianta ad essere coltivata a scopo ornamentale per abbellire i luoghi pubblici. Riveste notevole importanza nella gastronomia tradizionale sia come pianta medicinale dotata di proprietà astringenti ed espettoranti. I frutti erano impiegati dai Romani come condimento come sostitutivo del pepe.

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