MARRUBIU

marrubiu
IL PAESE
In origine, il centro di Marrubiu si trovava in un’altra località non troppo lontana dalla sua attuale posizione: si tratta dell’antico villaggio di Zuradili, da cui gli abitanti si trasferirono per recarsi e fondare l’attuale centro di Marrubiu. La spiegazione del suo toponimo appare curioso: il nome Marrubiu deriverebbe da una pianta perenne che cresce spontaneamente in tutta la Sardegna, particolarmente frequente nella zona del basso Oristanese, quella di Marrubiu, appunto; si tratta del “Marrubium alysson”, appartenente alla famiglia delle “Labiatae”, denominato in sardo come Marrubiu ed in italiano Marrubio: una pianta con grandi foglie che cresce a cespuglio e che emana un odore sgradevole, capace di allontanare anche gli insetti, e con un sapore amaro, ma dotato di particolari proprietà medicinali. Altre fantasiose spiegazioni vengono suggerite per spiegare il nome Marrubiu, che con l’ipotetico significato di “Mare Rosso” parrebbe contrapporsi al centro di Terralba, ovvero “Terra Bianca”. Appartiene a Marrubiu la piccola frazione di S. Anna.

IL TERRITORIO Marrubiu, situato a metri 7 s.l.m, si trova a metà strada tra quella parte di Campidano che è stata interessata, nella prima metà del secolo scorso, da un’azione di bonifica e l’area che si immette nel Monte Arci: infatti nel suo territorio è compresa un’ampia porzione di questo rilievo. Giacimenti di ossidiana, macchia tipicamente mediterranea con arbusti di lentisco e cisto insieme ad alberi di leccio, agrifoglio e quercia da sughero, sono tra gli elementi caratteristici di questo territorio. Diverse anche le acque correnti, come per esempio il Rio Murus e le sorgenti, tra le quali ricordiamo quelle di Funtana Figu, di Quasodi e di Murus.

L’ARCHEOLOGIA Anche il territorio di Marrubiu, come quello di tutti i comuni che si trovano nel territorio del Monte Arci, la “culla” della tecnologia neolitica, che per la sua importanza ha visto un’alta densità demografica e ha assunto un’importanza considerevole per la presenza di quel prezioso materiale vulcanico che è l’ossidiana, presenta diverse stazioni in cui questa è attestata: le troviamo nelle località di Tziponeas, Su Seddarxiu, Roia Tressa, Frontu Tzuarbara, Roia de Murus, Sa Conca de Su Cabi, Roia s’ottigu, Ceddas e Corongiu Sitzona. Per il periodo nuragico, è attestata la presenza di un antico nuraghe (ora distrutto) nell’area dell’odierna chiesa parrocchiale, e i nuraghi di Ruinas e Masongiu Orcu, per quanto siano stati in gran parte demoliti. Grande importanza ricopre, invece, l’epoca romana, sulla base dei ritrovamenti effettuati nel territorio del paese: questi, infatti, si attestano nelle località di Ruinas, Bacchiana e soprattutto di Muru de Bangius, considerato il più importante sito archeologico di età romana di tutta l’area per la presenza di un pretorium, ovvero della residenza ufficiale di alte cariche militari, quali i governatori. Nel caso del pretorium di Marrubiu si tratta del governatore della provincia di Sardegna e Corsica, che aveva in questo punto una residenza ufficiale, ubicata lungo la direttrice stradale che collegava Karales (Cagliari) a Turris Libisonis (Porto Torres), facendo tappa dapprima proprio a Marrubiu, e poi a Forum Traiani (Fordongianus). Una targa marmorea che commemorava i lavori di restauro dello stesso pretorium ne attesta l’esistenza, insieme ad un edificio termale nei cui ruderi si è potuta leggere la divisione canonica dell’architettura termale romana, con ambienti di spogliatoio fino alle vasche per le balneazioni. Lo stesso toponimo Murus de Bangius (Bangius dal latino balneum) si collega a questa importante attestazione.

LA STORIA Durante il Medioevo, Marrubiu appartenne al Giudicato d’Arborea, sotto l’amministrazione della Curatoria di Bonorzuli, seguendo poi tutte le vicende legate al Giudicato arborense. In epoca aragonese divenne un feudo controllato dagli Spagnoli. Vittorio Angius, nel celebre “Dizionario storico-statistico” del Casalis, narra alcune vicende che si legano a fenomeni di brigantaggio che interessarono, nell’Ottocento, la piana tra Marrubiu e Santa Giusta, con tutta una serie di atti sanguinosi.

L’ ARCHITETTURA E L’ ARTE Al centro del paese si trova la chiesa parrocchiale della Madonna del Rimedio o Beata Vergine di Monserrato, risalente al 1710 e successivamente restaurata: al suo interno sono conservate alcune statue lignee, risalenti alla metà del Seicento, di grande valore storico-culturale, che secondo la tradizione popolare sarebbero state trovate nel Monte Arci. A circa sette chilometri dal centro abitato, sulle prime pendici del Monte Arci, sorge la chiesetta campestre di Santa Maria di Zuarbara o di Zuradili. Zuradili era l’antica villa medioevale, dalla quale, successivamente, in seguito al suo abbandono nel 1659 a causa di una pestilenza e con il conseguente trasferimento dei suoi abitanti, ebbe origine Marrubiu.

I PRODOTTI TIPICI Grazie alla qualità dei suoli del suo territorio, a Marrubiu si ha un’ottima produzione di uve di qualità Nuragus, Monica e Bovale sarda, dalle quali si ottengono vini dalle fragranti profumazioni che vengono prodotti e commercializzati da una cooperativa vitivinicola locale, sia nella sede della propria cantina sociale o in altri punti vendita. Ma il vino non è l’unico prodotto di Marrubiu: ricordiamo anche i formaggi, i dolci, il pane e la pasta fresca, il miele e gli insaccati con produzioni della più tradizionale salumeria isolana (musteba, grandua, prosciutti, lonze, salsicce ecc.). Citiamo anche l’artigianato artistico della lavorazione del legno e del ferro e la produzione orafa che si lega ad antiche credenze popolari.

LA GASTRONOMIA Anche a Marrubiu sono state l’agricoltura e la pastorizia a condizionare la gastronomia locale: piatti semplici a base di verdure e legumi, il pane e la pasta fatti in casa, le produzioni di salumi e insaccati che, secondo le antiche usanze casalinghe, trovano ancora posto nella tavola di tutti i giorni. E poi gli arrosti, di agnello o di maialetto e la selvaggina. Anche la produzione dolciaria è simile a quella di altri paesi che fanno parte del Parco del Monte Arci: biancheddus, gueffus, piricchitus, padruasa e zippuasa solo per citarne alcuni. Un cenno a parte meritano i vini ottenuti da particolari tipi di uve come la bovale sarda e quella di Spagna e il rosso Monica di Sardegna.

SU MARRULLERI “Su Marrulleri” è una manifestazione di particolare interesse turistico del paese. Non è altro che la celebrazione , in chiave “moderna” del Carnevale accompagnata da sfilate colorate e gioiose di maschere e carri allegorici, che per la loro gradevolezza richiamano a Marrubiu migliaia di visitatori da ogni angolo della Sardegna. Infatti, partecipano a “Su Marruleri” carri allegorici con particolari coreografie, gruppi mascherati e maschere singolari e originali nelle loro fattezze, in cui si sprigiona tutta la fantasia dei numerosi partecipanti alla manifestazione. Questa prevede una sfilata che si snoda lungo alcune vie cittadine, da Piazza Martiri, a via Napoli, piazza Italia, via Oristano, via Tirso fino alla piazza delle scuole elementari. Poi, accanto alla più tradizionale sfilata, vengono distribuiti in piazza zippuasa (zeppole), dolci caratteristici del Carnevale, fagioli e buon vino della locale cantina sociale.

FESTE E SAGRE Le manifestazioni e le feste iniziano alla grande, a febbraio, in occasione del Carnevale con “Su Marulleri” che con le sue sfilate di carri allegorici e maschere richiama a Marrubiu tantissimi spettatori da ogni angolo della Sardegna e rappresenta uno degli appuntamenti più importanti dell’intera provincia di Oristano. A maggio, invece, è la volta della festa campestre in onore di S. Maria: si svolge nella località di Zuradili, da cui ebbe origine Marrubiu. Nella frazione di S. Anna, il 26 luglio si festeggia la Santa da cui il piccolo centro ha preso il nome. Settembre si apre con la sagra del miele; nello stesso mese, l’8 e il 9, si svolge la festa patronale dedicata alla Madonna del Rimedio. Ultimo appuntamento festivo è quello in onore di S. Mariedda che ha luogo il 9 novembre.

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