ERICACEAE

FAMIGLIA: ERICACEAE
Nome scientifico: Erica arborea L.
Nome italiano: : Erica

Nome sardo: ‘Astannagliu (Oliena); Kastanagliu (Siniscola); Kastanariu (Nuoro); Kastangialzu (Padria); Kastannalzu (Pattada); Kastannarzu (Anela, Bono); Kastanzarzu (Bolotana); Kastennagliu (Bitti); Kastennargiu (Bitti, Orani); Ghiddostre (Oliena, Orgosolo); Iddostra (Fonni); Iddostro (Busachi); Iscoba (Berchidda); Iscopa masciu (Tempio); Salima femina (Villaputzu); Tuvara (Burcei); Tuvara era (Aritzo); Uvara (Fluminimaggiore, Villacidro).

Specie  sempreverde con portamento arbustivo o di piccolo albero che può raggiungere 1-6 m di altezza. La corteccia è grigio scuro o bruno chiaro, screpolata. I giovani rami sono rivestiti di una densa peluria bianca. Le foglie, aghiformi, di colore verde scuro, sono disposte in verticilli in numero di 3-4. L’infiorescenza è costituita da numerosissimi fiori, bianchi, profumatissimi, a forma campanulata, ristretta alla fauce, riuniti in grappoli. La fioritura, che avviene da gennaio a marzo dona alla pianta una particolare tonalità biancheggiante. Fruttifica in autunno e il frutto è una piccola capsula contenente i semi. E’ una specie mediterranea che entra a far parte della macchia alta insieme al corbezzolo e ad altre specie arbustive, su suoli degradati, può dare origine anche a popolamenti puri. Il legno è un ottimo combustibile dal quale in passato si otteneva un ottimo carbone a grande durata di combustione, utilizzato da fabbri e maniscalchi. I ceppi radicali (rigonfiamenti legnosi) detti ciocchi erano impiegati per la fabbricazione delle pipe, tecnica usata soprattutto in Barbagia e ormai scomparsa.

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