MORGONGIORI

morgongiori

IL PAESE
Identificare il Monte Arci con Morgongiori è quasi d’obbligo: nel suo territorio si trova la sommità più alta del Monte con Sa Trebina Longa (812 m. s.l.m), costituita da un antico condotto vulcanico fossile; oltre a questo ricordiamo, sempre nel territorio di Morgongiori, la punta di Sa Trebina Lada e il picco di Porteddu ‘e Murus. Altri aspetti che connotano il paese sono l’arte tessile e l’arte culinaria con le particolari “lorighittas” , un tipo di pasta che si presenta come un intreccio di piccoli anelli di pasta.

IL TERRITORIO
Morgongiori si estende su entrambi i versanti del Monte: da un lato, a occidente, dominano i precipizi e i costoni rocciosi, mentre ad oriente compare il pianoro di Is Benas, dove si trova un piccolo laghetto artificiale, fresche sorgenti come Is Benas e Funtana Franca, accanto ad una pineta attrezzata per piacevoli soste. Ma a dominare tutto il territorio di Morgongiori è l’aspetto roccioso costituito da quei filoni di pareti che assumono forme bizzarre a causa dell’azione erosiva degli agenti atmosferici: parliamo di Cuccuru Mativi e Conca Mraxi che guardano verso la pianura e più in là verso la Giara di Gesturi. Tutto il territorio presenta una folta vegetazione con splendidi esemplari di macchia mediterranea.

L’ARCHEOLOGIA
Morgongiori presenta importantissime attestazioni archeologiche che risalgono ad epoche antichissime: le stazioni e le officine litiche nelle quali si lavorava e commercializzava l’ossidiana ci riportano a quel florido periodo che il Monte Arci visse grazie alla presenza di questo prezioso vetro vulcanico. Di particolare interesse, anche perché risulta tra le poche testimonianze dell’intero Monte Arci, è l’attestazione delle domus de janas (case delle fate per la tradizione popolare, ma in realtà grotticelle funerarie di età neolitica) come quelle di Sa Sala e di Su Forru de Luxia Arrabiosa, dove aleggia una curiosa leggenda popolare che parla di una donna rimasta pietrificata a causa della sua avarizia. Nella stessa località si trova anche il maestoso menhir (alto ben 3, 50 metri) denominato Su Frucoi de Luxia Arrabiosa. Per quanto riguarda il periodo nuragico, degni di nota sono i seguenti siti: Sa Domu e s’Orcu, Santu Miali, Pranu Nuraxi, Su Pranu Suedda e altri ancora. Di estrema originalità sono i due tempi ipogeici di S’Omu de is Caombus e di Sa Scaba ‘e Cresia, quest’ultimo oggetto di scavi recenti. Da segnalare anche dei ritrovamenti di età romana nelle località di Is Benas e Genn’e Stracosciu.

LA STORIA
L’esistenza di Morgongiori risale ad epoche antichissime, in relazione alla presenza umana legata allo sfruttamento dell’ossidiana, il prezioso “oro nero” dell’antichità. Comunque il suo nome viene citato per la prima volta nel 1388, nell’elenco dei comuni che parteciparono al trattato di pace tra Eleonora d’Arborea ed il Re di Aragona. In epoca giudicale appartenne anch’esso al Giudicato d’Arborea sotto la giurisdizione della Curatoria di Parte Montis. Da una serie di ricerche storiche, è stato appurato che il paese non subì mai le invasioni saracene, ma ne fu testimone perché ospitò diverse popolazioni in fuga dalla vicina Uras, cittadina distrutta e probabilmente dal paese di S. Suia del quale rimane l’omonima chiesetta. Successivamente fece parte della contea di Quirra come feudo del casato dei Carroz.

L’ ARCHITETTURA E L’ ARTE
Molto bella è la chiesa parrocchiale dedicata a S. Maria Maddalena, patrona del paese, risalente al 1668. Strutturalmente presenta archi a tutto sesto, belle pitture ed una bellissima via Crucis in legno. L’altare è in pietra e la nicchia è a forma di X. Il campanile è stato restaurato in epoche recenti e presenta un orologio e quattro campane. Ricordiamo anche la chiesetta campestre di S. Suia (S. Sofia), a dodici chilometri dal centro abitato, dove ogni anno, a metà ottobre, viene celebrata una festa molto sentita dagli abitanti del paese che porta tantissimi devoti in processione con il simulacro della Santa, seguendo affascinanti sentieri di montagna, dal paese fino alla chiesetta.

IL CENTRO STORICO
L’aspetto urbanistico del paese si caratterizza per la presenza di case in pietra che conferiscono al paese l’immagine tipica dei paesi montani e per la presenza di edifici che nella loro architettura richiamano alla mente l’idea degli spazi destinati alle attività agricole di un tempo.

I PRODOTTI TIPICI
Il prodotto tipico con il quale si identifica Morgongiori è senza dubbio una pasta fantasiosa e gustosa: parliamo delle “lorighittas”, anelli di pasta intrecciata che risultano una delizia non solo per il palato, ma anche per la vista, quasi fossero un prezioso ricamo. Ricami, tessuti, filati ci riportano ad un altro prodotto tipico di Morgongiori: gli arazzi e i tappeti coloratissimi eseguiti al telaio e che riproducono motivi tipici dell’iconografia tradizionale, dagli elementi floreali, a quelli geometrici fino ad immagini stilizzate di uccelli, animali o uomini e donne intenti in particolari attività. Dedicato a questa importante produzione artigianale è sorta a Morgongiori la Mostra-Museo Vivente dell’arte tessile: all’interno di sale espositive, con arazzi e tappeti risalenti anche all’Ottocento, sono posizionati dei vecchi telai che ancora oggi funzionano dando vita a produzioni tessili di grande pregio.

LA GASTRONOMIA
Nella tradizione gastronomica locale, ovviamente, le “lorighittas” che, in passato venivano preparate in occasione della festa di tutti i Santi, ora trovano un posto di primo piano. Accanto alle “lorighittas” ricordiamo le minestre di verdure e i malloreddus conditi con sugo di carne o di salsiccia; un altro tipo di pasta particolare confezionato a Morgongiori è “sa talluzza ‘a pranta ‘a manu”, ovvero dei piccoli dischi di pasta che vengono schiacciati sul palmo della mano. Completano il quadro i piatti di carne come gli arrosti di agnello e maialetto, mentre i dolci sono quelli tipici di tutta l’area: amarettus, gueffus, biancheddus, gattò.

IL CENTRO D’ INFORMAZIONE E DOCUMENTAZIONE DEL PARCO NATURALE
Ai piedi del Monte Arci sorge il Centro di Documentazione e Informazione del Parco Naturale che offre, mediante supporti multimediali, pannelli tematici e schede specifiche, tutte le informazioni utili per la conoscenza delle specie di flora e fauna del Monte. Da qui si parte alla scoperta di interessanti sentieri nei quali si può entrare in diretto contatto con il ricco patrimonio che il Parco del Monte Arci racchiude quasi come in uno scrigno di tesori ancora tutti da scoprire.

FESTE E SAGRE
Il calendario delle feste ha inizio a gennaio con la festa in onore di S. Antonio con l’ accensione di un falò detto in sardo “fogadoi”, in onore del Santo. Nel periodo pasquale, ricordiamo i riti e le celebrazioni legate alla Pasqua, tra le quali il rito de “Su Scravamentu”, cioè la rievocazione della deposizione di Cristo sulla Croce. A maggio, precisamente il 15, si celebra S. Isodoro, protettore degli agricoltori con processione di buoi e cavalli addobbati a festa. Il 22 luglio, invece, si svolge la festa patronale in onore di S. Maria Maddalena. Il momento centrale delle manifestazioni ha luogo in estate, nel mese di agosto, con la Mostra dell’arazzo e del tappeto e con la Sagra del porchetto e delle “lorighittas”, con degustazione per tutti i partecipanti della particolare pasta. Infine, ad ottobre, dal 14 al 16, si celebra S. Suia (S. Sofia).

THE VILLAGE Morgongiori is absolutely identified with Monte Arci. In its territory there is the highest peak called Sa Trebina Longa (812 m. a.s.l.) that is a volcanic fossil. Furthermore we must mention Sa Trebina Lada and the peak Porteddu’e Murus. Other specific aspects of Morgongiori have to do with its textile art and its gastronomy within which there is the famous pasta called “lorighittas” that is ring-shaped pasta made by intertwining two threads with two or three fingers.

TERRITORY Morgongiori’s territory extends over both side of Monte Arci. On the western side there are cliffs and rock walls, whereas on the eastern side there is the plateau Is Benas. The plateau is characterised by the presence of an artificial small lake, fresh springs such as Is Benas and Funtana Franca and a pinewood, which is fully equipped for nice stops. Nevertheless, the dominant trait of this territory is its rocky aspect where some walls have been transformed by the erosive forces into bizarre shaped walls: for example Cuccuru Mativi and Conca Mraxi that look onto the flat land and towards Gesturi’s plateau. The entire territory is covered in thick Mediterranean shrub.

ARCHAEOLOGY In Morgongiori there are many important archaeological traces that date back from various ancient ages. The lithic deposits and workshops where the obsidian was crafted remind us of that florid period Monte Arci had exactly thanks to obsidian.
In the territory of Morgongiori there are also other important rare archaeological finds: the so-called domus de janas (according to tradition they are “fairies’ houses” but instead they are small funerary caves that date back from the Neolithic age) such as the one called Sa Sala and Su Forru de Luxia Arrabiosa. A legend tells that the latter was a woman who was petrified because of her stinginess. In the same place there is the majestic menhir (3,50 metres high) called Su Frucoi de Luxia Arrabiosa (Angry Lucia’s pitchfork).There are also some sites that derive from the Neolithic age such as Sa Domu e s’Orcu, Santu Miali, Pranu Nuraxi, Su Pranu Suedda and many others. Two original hypogeal temples have bee found in this territory. They are called S’Omu de is Caombus and Sa Scaba ‘e Cresia, in the latter there have been recent excavations. We must also remember the Roman finds in Is Benas and Genn’e Stracosciu.

HISTORY The human settlement in Morgongiori dates back to ancient times and this is due to the obsidian, the precious “black gold”. Nevertheless, its name appears for the first time in 1388 in the list of the villages that took part in the peace treaty between Eleonora d’Arborea and the King of Aragon. During the Giudicati age Morgongiori belonged to the Giudicato d’Arborea and was under the jurisdiction of Curatoria di Parte Montis. According to some recent researches, Morgongiori was not affected by the Saracens invasions. Nevetherless, it gave hospitality to Uras and Santa Suia’s inhabitants who had to run away because of Saracens. Afterwards it belonged to the Quirra county as Carroz family’s feud.

ARCHITECTURE AND ART The Parish is dedicated to Santa Maria Maddalena, the patron of the village and was built in 1668. Structurally it has rounded arches, beautiful paintings and a marvellous via cruces made of wood. The altar is made of stone and its niche is X-shaped. The bell tower was restored throughout recent times and it has a clock with 4 bells. We must also remember the country small church dedicated to S. Suia (S. Sofia) that is located at 12 km from the village. Every year in October a very important celebration occurs in the countryside. There is a procession during which the statue of the Saint is taken from the village to the country church through mountainous paths.

CITY CENTRE The urban aspect of Morgongiori is characterised by stone houses that gives the village the typical looks of the mountainous villages and furthermore is characterised by buildings that remind of ancient areas dedicated to agricultural works.

TYPICAL PRODUCTS As regards the gastronomy, Morgongiori is definitely identified with a special and tasty kind of pasta, called “lorighittas” that is a ring-shaped pasta made by intertwining two threads with two or three fingers and that looks like embroidery. Embroidery, textiles and thread lead us to another typical product of Morgongiori: rugs and tapestries. These products are weaved with handloom and are very colourful. Some of them depict typical scenes from the traditional iconography such as flower or geometrical motifs, whereas others have stylized birds, animals or human beings depicted on them. A living exhibition-museum of textile art was born in Morgongiori to underline the importance of this tradition. In the inner rooms of it there are expositions with tapestries and carpets that date back from Nineteenth century and there are ancient looms that are used to make textile productions.

LA GASTRONOMIA The making of the very particular pasta called “Lorighittas” in the past was deeply connected with religious tradition: as a matter of facts this kind of pasta was prepared to celebrate All Saints’ Day. Furthermore we must remember vegetables soups, “is malloreddus” (a kind of typical pasta) served with meat or sausage sauce and another typical Morgongiori’s pasta called sa talluzza ‘a pranta ‘a manu” that is a disk-shaped pasta. Last but not least, the roasts of lamb and piglet and the sweets such as amarettus, gueffus, biancheddus, gattò.

“INFORMATION AND DOCUMENTATION CENTRE OF THE NATURAL PARK OF MONTE ARCI” At Monte Arci foot there is the “Information and Documentation Centre of the Natural Park of Monte Arci” which, through multimedia supports, thematic panels and specific cards, offers useful information about the flora and fauna species that populate Monte Arci.
It is also the starting point for interesting paths where one can re-establish a direct contact with nature. Monte Arci is a real casket full of treasure to be discovered.

CELEBRATIONS AND FAIRS In January there are the celebrations in honour of S. Antonio when a bonfire is lit. During Easter time there is the rite known as “Su Scravamentu” that is the deposition of Christ put on show. The 15th of May is S. Isidoro’s day and since he is the patron of farmers there is a procession with decked out carts. On 22nd of July the patron of the village. S. Maria Maddalena is celebrated. In August occurs the most important event of the year: there is tapestry and Carpet exhibition and the fair of piglet and “lorighittas”. From the 14th till the 16th of October there is the celebration of S. Suia, (S.Sofia).

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