FAGACEAE

FAMIGLIA: FAGACEAE
Nome scientifico: Quercus ilex L.
Nome italiano: Leccio


Nome sardo: Elike (Bitti, Nuoro, Orani, Sard. centr.); Elighe (Bolatana, Bonarcado, Ittiri, Oschiri, Ozieri, Padria, Sassari, Logud.); Eli’e (Oliena, Orgosolo); Eligi (Seneghe); Erigi (Milis); Igili (Meana); Igivi (Mandas); Ilixi (Burcei, Laconi, Villasalto); Irixi (Quartu); Ivixi (Villacidro); Ixibi.

Albero  robusto, sempreverde che può raggiungere i 20-30 m di altezza con un diametro del fusto di 2 m. La chioma è ampia e ovoidale, il fusto liscio, grigio chiaro negli esemplari giovani, diviene scuro rugoso con screpolature negli esemplari adulti. Le foglie (3-7 cm), verde scuro superiormente e grigio più chiaro con fitta peluria nella pagina inferiore, hanno forma irregolare, ovale-lanceolata, con margini dentati, lisci o spinosi. La forma variabile delle foglie, anche sulla stessa pianta, rappresenta una difesa dal bestiame e la particolare lucentezza delle foglie consente di respingere i raggi solari e mantenere il sottobosco fresco e umido. Come tutte le querce è una pianta monoica (fiori unisessuali) con fiori maschili e femminili portati sulla stessa pianta; quelli maschili sono riuniti in amenti penduli, quelli femminili in spighette. Fiorisce in aprile, maggio e l’impollinazione è affidata al vento. Fruttifica in autunno anche se si assiste ad una produzione copiosa solo ogni 2-3 anni. Il frutto è una ghianda di forma allungata e appuntita e rappresenta l’alimento principe per cinghiali e maiali allevati allo stato semibrado, e per alcuni uccelli come la ghiandaia. Ha una grande capacità pollonifera. La fruttificazione, negli esemplari originati per semina diretta, avviene dopo circa 10-15 anni. E’ una specie priva di particolari esigenze dal punto di vista dell’adattamento clima-suolo pertanto vegeta dal livello del mare alla montagna resistendo al clima arido e caldo, ai forti venti delle zone costiere fino alle temperature più fredde. In suoli profondi vegeta rigogliosa mentre in quelli superficiali assume un aspetto arbustivo. La crescita è rapida nella fase giovanile, più lenta successivamente. La propagazione più semplice è da seme. L’apparato radicale vive in simbiosi con diverse ife fungine, tra le quali quelle del ricercatissimo corpo fruttifero noto con il nome di Porcino.

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