CAPRIFOLIACEAE

FAMIGLIA: CAPRIFOLIACEAE
Nome scientifico: Sambucus nigra L.
Nome italiano: Sambuco

Nome sardo: Sabukku (Nuoro); Sambuku (Baunei, Tempio); Samu’u (Fonni); Saukku (Anela, Berchidda, Bitti, Bolotana, Ittiri, Ozieri, Padria); Saukeddu (Bono); Savuku (Orani); Semmuku (Fluminimaggiore).

Arbusto  o piccolo albero, caducifoglio che può raggiungere 8 metri di altezza. Ha chioma espansa e globosa. Le foglie sono composte, imparipennate, ovali a margine seghettato. L’infiorescenza, corimbosa (con peduncoli floreali di diversa lunghezza che raggiungono tutti la stessa altezza), è formata da numerosi fiori, bianchi-giallastri, bisessuali. Fiorisce tra aprile e giugno e fruttifica in settembre ottobre. I frutti sono rappresentati da bacche, succose, di colore nero violaceo a maturità e rappresentano un appetitoso sostentamento per numeri uccelli. Ha come areale di distribuzione l’Europa e il bacino del Mediterraneo. Vegeta in luoghi freschi e umidi, lungo i corsi d’acqua, ai margini dei boschi e in zone ruderali, indifferentemente al substrato geopedologico, ad un’altitudine compresa tra 0-1200 m s.l.m. Apprezzata fin dall’antichità per le proprietà medicinali trovava impiego come antinfiamatorio, diuretico e antinevralgico. I frutti veniva utilizzati come colorante per i vini. Il legno, caratteristico per la sua compattezza e durezza trova impiego nei lavori di tornitura e intarsio. L’etimologia del nome Sambuco deriva dal greco sambuce = flauto ed è riferito ai rami che privati del midollo servivano a costruire strumenti musicali a fiato.

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