ALES


ales

IL PAESE
Nel giungere ad Ales l’attenzione del turista viene catturata in primo luogo dall’aspetto urbanistico della cittadina: le piccole case strette costruite attorno ad alcuni maestosi edifici rispecchiano il nobile passato del paese. Tra questi edifici spicca soprattutto l’imponente cattedrale, simbolo dell’identificazione del paese con la diocesi di cui Ales è stato, ed è tuttora, capoluogo. Nella parte alta del paese si trova un grande piazzale a terrazza che ospita il complesso costituito dal Palazzo Vescovile, dal Seminario, dall’Oratorio della Madonna del Rosario e della Cattedrale. Il nome Ales sembra nascere dal termine- Al – “abitato situato in altura”, spesso utilizzato per indicare centri posti in siti dominanti, in quei domini che assolvevano al compito di osservatorio e guardia delle vallate e delle pianure sottostanti.

IL TERRITORIO
Situato a 194 metri s.l.m., sulla sommità di una piccola valle sulle pendici orientali del Monte Arci, il territorio di Ales si estende sino al cuore del Monte Arci raggiungendo punte di 739 metri con Conca de Seda e di 732 con Genna Spina, quest’ultimo in condivisione con il territorio di Pau dove si trova il pianoro di Acqua Frida, celebre per le sue acque limpide e fresche e per i fitti boschi di leccio. Altre sorgenti d’acqua presenti nel territorio sono quella di Sa Cadresa e la cascata Sa Spendula. Il paesaggio si addolcisce nell’avvicinarsi verso la valle grazie alla presenza di colline marnose dalle forme tondeggianti, separate da strette e piccole valli. Tra esse di particolare interesse è la valle del Rio Barumele.

L’ARCHEOLOGIA
La presenza dell’uomo, in questo territorio, si lega innanzitutto allo sfruttamento dell’ossidiana del Monte Arci e anche alla facilità di collegamento con le Giare e alla possibilità strategica di controllo sull’area della pianura. Sono, infatti, numerose le attestazioni di officine nelle quali si lavorava il prezioso materiale vulcanico. Tra queste Conca Mraxi che, estendendosi a mo’ di muraglia, sembra quasi vigilare sulla vallata sottostante. Tra i nuraghi ricordiamo quelli di Gergui, Perda Galloni e Pranu Espis. Sono inoltre notevoli le testimonianze di età romana: tra queste ultime ricordiamo le tombe di Padroriu e quelle di Su Ponti de Ibaus. Testimonianze medioevali si trovano nei ruderi del castello di Barumele, risalente al XIV secolo e proprietà della casata dei Carroz. Il castello, posto in posizione strategica e collegato probabilmente con quelli di Las Plassas e Senis, aveva la funzione di controllo sulle vie di accesso alle fertili campagne della Marmilla.

LA STORIA
Le testimonianze archeologiche di cui è ricco il territorio attestano la presenza dell’uomo sia in età preistorica che in età romana ma è in epoca medioevale contemporaneamente al fiorire del Giudicato d’Arborea e alla scomparsa della Curatoria di Usellus che Ales assunse un ruolo rilevante con la creazione della sede diocesana nel 1503 e l’unificazione delle diocesi di Usellus e Terralba. Con la fine del Marchesato di Oristano, la casata dei Carroz diventò feudataria fin dal 1478; successivamente, nel 1603, Ales fu assegnata al Marchesato di Quirra e infine fu concessa alla famiglia degli Osorio che tennero il paese fino al riscatto dei feudi avvenuto nel 1839. L’importanza storica di Ales è comunque profondamente legata alla presenza della diocesi e di importanti vescovi di grande levatura intellettuale. Verso la fine del XVII secolo vennero fondati nella diocesi di Ales i primi monti granatici che costituirono un importante aiuto per i contadini liberati dalle pressioni degli usurai.

L’ARCHITETTURA E L’ ARTE
E’ nell’aspetto architettonico e nella storia legata alla sua funzione di diocesi che risiede l’importanza di Ales. La planimetria urbana e l’aspetto solenne di alcuni edifici rispecchiano il nobile passato della cittadina. Nella parte alta del paese si trova un grande piazzale a terrazza che ospita il complesso costituito dal Palazzo Vescovile, dal Seminario, dall’Oratorio della Madonna del Rosario e della Cattedrale. Quest’ultima, intitolata a S. Pietro, fu edificata in stile barocco, tra il 1638 e il 1688 su disegno dell’architetto genovese Domenico Spotorno, nel luogo di una chiesa precedente andata distrutta a causa del crollo del campanile. La facciata, inquadrata tra due campanili sovrastati da cupolette, ha frontone curvilineo arretrato; l’interno appare grandioso e riccamente decorato con stucchi e marmi, così come si addice a edifici che hanno rivestito, e ancora rivestono, una così grande e importante funzione. La cattedrale racchiude inoltre dei veri e propri tesori d’arte sacra con paliotti, ostensori, calici, reliquari risalenti al periodo tra il XV e XVII secolo, quando quella di Ales era una delle diocesi più ricche della Sardegna. A questo ricco e prezioso materiale d’arte sacra verrà dedicato un museo che verrà allestito nei locali dell’ex seminario Tridentino. Di fronte alla Cattedrale sorge la chiesa della Madonna del Rosario, del XVI secolo, e sempre all’interno del centro abitato, si erge la chiesa di S. Maria. Tra le particolarità che questo importante centro racchiude vi è anche quella di aver dato i natali al grande statista Antonio Gramsci: infatti in via Umberto, al numero civico 16, si trova la casa natale di Gramsci; si tratta di un edificio molto modesto che ha come unico ricordo una targa marmorea, posta nel decennale della morte alla presenza di Palmiro Togliatti. Ma Ales ha voluto ricordare la figura del suo illustre figlio dedicandogli una piazza progettata dallo scultore Giò Pomodoro il quale, nelle sculture che vi ha inserito, ha voluto rappresentare numerosi simboli legati alla tradizione sarda, quale omaggio alla terra di Gramsci. Tra queste un grande sole con la dedica “A Gramsci 1977″, e una cavea a gradini dove è possibile accendere il fuoco, in ricordo de “su foxibi”, l’antico focolare della casa rurale sarda, una fontanella in basalto a forma di ariete stilizzato e una pietra triangolare con le iscrizioni verticali e Zenith che sembrano ispirarsi a “is fruconis”, priapi monumentali in onore della religiosità neolitica.

IL CENTRO STORICO
Come già si è detto, giungendo ad Ales non si può non rimanere catturati dall’aspetto urbanistico della cittadina con le piccole case strette attorno ad alcuni maestosi edifici che ne rispecchiano il nobile passato: tra questi la maestosa cattedrale di S. Pietro e il complesso costituito dal Palazzo Vescovile, dal Seminario, dall’Oratorio della Madonna del Rosario e della Cattedrale.

I PRODOTTI TIPICI
Pane, dolci tradizionali quali gueffus, panis de saba, piricchittus, padruas e biancheddus, miele di prima qualità che proviene dai corbezzoli e da altre essenze che crescono nell’ambiente ancora incontaminato del Monte Arci: questi sono i prodotti tipici di Ales. Con il miele, poi, unito a mandorle e uova, si produce anche dell’ottimo torrone che è indubbiamente uno dei prodotti più esclusivi dell’intera area del Monte Arci. Anche l’artigianato artistico,con la creazione di ceramiche, costituisce una delle produzioni di Ales da segnalare.

LA GASTRONOMIA
La tradizione gastronomica di Ales è in armonia con quella degli altri paesi che si trovano nell’area del Parco del Monte Arci: pietanze genuine e saporite che nascono da una cucina semplice che si rifà alle attività economiche tradizionali quali l’agricoltura e la pastorizia. E’ costituita dal pane, dai vari tipi di pasta (malloreddus, fregua) e dai piatti a base di verdure e legumi. Poi le carni, dal più tradizionale maialetto o agnello arrosto, alla selvaggina che trova nelle contrade del Monte Arci il proprio habitat naturale, a piatti più elaborati a base di interiora. E infine i dolci a base di mandorle (gueffus, panis de saba, piricchittus, padruas e biancheddus) e il gustosissimo torrone in cui si può assaporare la squisitezza del miele del Monte Arci.

IL MUSEO DEL GIOCATTOLO TRADIZIONALE
Nella piccola frazione di Zeppara è stato recentemente inaugurato il Museo del giocattolo tradizionale della Sardegna: uno scrigno di balocchi che permette di compiere un viaggio nel passato, riconducendo il visitatore ad un’infanzia rurale e contadina vissuta all’insegna della semplicità. Nel Museo vi è una raccolta rappresentativa di giocattoli recuperati in tutto il territorio regionale che si presenta organizzata per sezioni tematiche: armi, come i fucili di canna e le artigianali fionde, mezzi di trasporto, quali vecchie scatolette di latta che diventano carrozze di improbabili treni o semplici canne trasformate ora in carretti, ora in cavalli, oggetti per la produzione di suoni e rumori e per stimolare le abilità nel lancio e nella corsa, diverse varietà di bambole di pezza, passatempi, come i gherigli di noce trasformati dalle mani e dalla fantasia dei bambini, giocattoli per feste particolari e altri oggetti vari usati nel gioco. In questo museo, frutto di un’operazione culturale che rispolvera le tracce della memoria, i giocattoli di una volta sono stati pienamente valorizzati attraverso l’utilizzazione della canna e di altre essenze arboree del territorio circostante.

FESTE E SAGRE
Le feste tradizionali iniziano a gennaio con i festeggiamenti in onore di S. Antonio che si svolgono il 16 e 17 , con l’accensione di falò come in tante altre parti della Sardegna. Segue il 19 e 20 gennaio la festa di S. Sebastiano. Di grande rilevanza è il premio letterario che si svolge, sempre a gennaio, in occasione dell’anniversario di Antonio Gramsci, a cui Ales ha dato i natali. Con l’arrivo di febbraio, anche ad Ales si svolge il Carnevale con sfilata di maschere e carri allegorici. Dopo il periodo dedicato alla Pasqua, e precisamente 15 giorni dopo, si svolgono i festeggiamenti in onore di S. Antioco. Si prosegue il 4 maggio con la festa di S. Isodoro, mentre il 29 giugno vengono festeggiati i Santi Pietro e Paolo. Penultimo appuntamento con le festività di carattere religioso, alle quali si accompagnano anche festeggiamenti civili, è quello che si svolge il 29 agosto in onore di S. Maria della Neve. Infine a dal 7 al 9 settembre ha luogo la festa di S. Maria.THE VILLAGE When tourists get to Ales their attention is firstly caught by its urban aspect: the small narrow houses that have been built around majestic buildings mirror its noble past. The magnificent cathedral stands out among these buildings as the symbol of the diocese of which Ales has been, and still is, the headquarter. In the upper part of the village there is a wide terrace square home to a complex that include the Bishop Palace, the Seminary, the “Oratorio della Madonna del Rosario” (Virgin Mary of Rosary Oratory) and the very Cathedral. The name Ales seems to derive from “Al”- that means “located in a height” “that was often used to call places located in dominant sites, in those places that had a controlling function over the valleys and the flats below.

THE TERRITORY The territory of Ales is situated 194 a.s.l. on the summit of a small valley at the eastern foot of Monte Arci and it extends to the core of Monte Arci. It reaches peaks of 739 metres (Conca de Seda) and 732 metres (Genna Spina). The latter is in common with the Pau territory where there is the plateau of “Acqua Frida”, famous for its clear and fresh waters and its leeches-woods. In the area there are also other springs such as Sa Cadresa and the waterfall called Sa Spendula. Towards the valley the landscape become sweeter thanks to round-shaped marl hills that alternated with narrow and small valleys. Amongst them the Rio Barumele valley is one of the most important.

ARCHAEOLOGY The human settlement in this territory is mostly connected to the exploitation of the obsidian present in Monte Arci and the easy connection with Giare (high and steep-sided basaltic plateau). It is also linked to the strategic location that gave it a controlling function over the valleys below. There is a lot of evidence of production workshops where the valuable volcanic substance was crafted. Among them we must remember Conca Mraxi with its wall-shaped aspect that seems to watch over the valley below. Amongst the nuraghi the most important are Gergui, Perda Galloni and Pranu Espis. There are also significant Roman traces such as the tombs of Padroriu and those of Su Ponti de Ibaus. Medieval traces are found in the ruins of the castle of Barumele that dates back from Fourteenth century and that belonged to the Carroz family. The castle is located in a strategic position and was possibly connected with the castles of Las Plassas and Senis. It had a controlling function over the fertile countryside of “Marmilla”.

HISTORY The archaeological traces in which the territory is rich, witness the human presence both in the prehistoric and Roman ages. However, it was during the medieval period that Ales played an important role as a town. In that period the Giudicato d’Arborea was born and the Curatoria of Usellus disappeared while Ales, in 1503, became the diocese headquarter annexing the dioceses of Usellus and Terralba.
When the Marquisate of Oristano ceased to exist the Carroz family became feud lords since 1478. Subsequently, in 1603 Ales became part of the Marquisate of Quirra and finally it was given to the Osorio family who owned Ales until 1839 when the feud system collapsed. The historical importance of Ales is deeply connected to the diocese presence and to many intellectual bishops. At the end of Seventeenth century the first “monti granatici” (credit institutions similar to banks) were born in order to free the countrymen from usurers.

ARCHITECTURE AND ART The importance of Ales lies in its architectural features and in its role as a diocese. The urban plan and the solemn aspects of some of its buildings mirror Ales’s noble past. In the upper part of the village there is a wide terrace square home to a complex that include the Bishop Palace, the Seminary, the “Oratorio della Madonna del Rosario” (Virgin Mary of Rosary Oratory) and the very Cathedral. The cathedral, that is consecrated to Saint Peter, was designed by Domenico Spotorno, an architect from Genoa. It was built in baroque style between 1638 and 1688 ion the bed of a a previous church, which was destroyed because of the fall of its bell tower.
Its façade, built between two bell towers with two small cupolas, has a back curvilinear pediment. The inside is majestic and richly decorated with stuccos and marbles as it happened in very important buildings. Furthermore the cathedral stores inside many valuable holy treasures that consist of monstrance, calyxes and reliquaries. All these treasures date back from a period between Fifteenth and Seventeenth century when Ales was one of the richest dioceses of Sardinia. A museum located in the ex Seminary will be created to store all these treasures. In front of the cathedral there is the church of Madonna de Rosario that dates back from the Sixteenth century. There is also another church consecrated to Saint Maria. Ales is important also because is the native village of the statesman Antonio Gramsci. In the address “via Umberto 16” there is the house where he was born: it is a very humble building where there is a marble plaque that the citizens put on to commemorate his tenth death anniversary when Palmiro Togliatti came to commemorate Gramsci. The citizens wanted to remember this figure and therefore they dedicated a square to him. It was designed by the sculptor Giò Pomodoro who inserted other sculptures representing numerous symbols linked to the Sardinian tradition, as an homage to Gramsci’s homeland. Among them there is a big sun with a dedication “A. Gramsci 1977” and tiers where it is possible to light a fire as a keepsake of the fire called “su foxibi”: it is the ancient fireplace that was in the typical rural house. In the square there is also a small basalt ram-shaped spring and a triangular stone with vertical inscriptions and a Zenith. Both seem to be inspired by “is fruconis”, monumental phalli that belong to the Neolithic religion.

CITY CENTRE As we have already said at arriving at Ales when tourists get to Ales their attention is firstly caught by its urban aspect: the small narrow houses that have been built around majestic buildings mirror its noble past. The magnificent cathedral consecrated to Saint Peter and the a complex that include the Bishop Palace, the Seminary, the “Oratorio della Madonna del Rosario” stand out among these buildings.

TYPICAL PRODUCTS The typical products of Ales are bread, traditional sweet things made up of almond paste such as “gueffus, panis de saba, piricchittus, padruas and biancheddus” and honey. The most exclusive product of the area of Monte Arci is the “torrone” a kind of nougat made up of honey, eggs and almonds. It is also worth mentioning the artistic crafts that consist of ceramic products.

GASTRONOMY The gastronomic tradition of Ales is quite similar to that of the other villages of Monte Arci Park: genuine and tasty foods that take their origin from a simple gastronomy that mirror the traditional economic activities such as agriculture and sheep-rearing.
This gastronomy consists of bread, some typologies of pasta as well as vegetables and legumes dishes.
As regards meat dishes, we must remember the traditional roast piglet and roast lamb but also game and entrails courses. Finally there are the sweet things made up of almond paste (gueffus, panis de saba, piricchittus, padruas and biancheddus”) and the tasty “torrone” a kind of nougat in which the flavour of the Monte Arci honey can be tasted.

MUSEUM OF THE TRADITIONAL TOY In the small hamlet of Zeppara has been recently inaugurated the Museum of the traditional toy of Sardinia. It is a toy casket that allows its visitors to carry out a journey in the past when rural and country childhood was marked by simplicity. In this museum there is a group of representative toys that have been taken from all over the nearby area. These toys are thematically organized: arms such as reed-made rifles, craft catapults, means of transports such as old tin boxes that became improbable train coaches or simple reeds that are transformed into either small carts or horses; objects that produces sounds or noises, objects that stimulate throwing abilities, different kinds of rag dolls, kernels, and other toys. In this museum enhances the value of ancient toys through the utilisation of reed and other trees that are present in the territory.

CELEBRATIONS AND FAIRS The traditional celebrations start on 16th and 17th of January on the occasion of S. Antonio’s day when, according to a Sardinian tradition, a bonfire is lit. On 19th and 20th January there is the celebration of Saint Sebastian. The literary prize that takes place on the anniversary of Antonio Gramsci in January is very important too. In February there are the celebrations for Carnival that consist of parades of costumes and allegorical floats. S. Antioco is celebrated 15 days after Easter whereas on the 4th of May is S. Isidoro’s day. On 29th of June is S. Pietro and Paolo’s day and on 29th of August is S. Maria della Neve’s celebration. Finally from the 7th till the 9th of September there are the celebrations of S. Maria.

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